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Catania.Pulvirenti:"Chiedo scusa, ho fatto di tutto per non fallire"

Pulvirenti
Pulvirenti
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Dopo circa due anni dalle sue ultime dichiarazioni il proprietario del Calcio Catania, Antonino Pulvirenti, ha interrotto il suo silenzio intervenendo presso la sala stampa, di Torre del Grifo, per commentare insieme ai giornalisti la sua posizione in società dopo le incresciose vicende che poi sono scaturite nell'inchiesta "Treni del Gol e come ha vissuto questa vicenda."

Riportiamo uno stralcio delle dichiarazioni del "patron rossazzurro", rilasciate in conferenza stampa:

"L'ultima conferenza stampa l'ho fatta due anni fa e se oggi mi avessero detto che adesso sarei stato qua seduto insieme a Lo Monaco non ci avrei creduto.

Per quanto riguarda le dichiarazioni rilasciate all'emittente "sky" , chiedo scusa per le dichiarazioni rilasciate e se ho offeso qualcuno ribadisco le mie scuse. (Pulvirenti aveva dichiarato che uno dei motivi per cui aveva commesso quello che poi è scaturito nell'inchiesta Treni del Gol è stato anche per le forti pressioni subite dai tifosi).  Non mi sono scusato prima pubblicamente perché non lo ritenevo il momento giusto. In silenzio ho provato a rimediare agli errori che ho fatto. Tuttavia in 10 anni di presidenza ho sempre difeso il rapporto con la tifoseria anche dopo i fatti del 2 febbraio.

Se fossi un tifoso cosa penserei di me stesso?  guarderei con curiosità la nuova ripresa del Catania, ci sta lo scetticismo, ma un po di fiducia gliela darei, guardando anche a quanto di buono è stato fatto in passato per questa  società e per la squadra, partendo dal presupposto che si è sbagliato.

Mi hanno tolto il DASPO, ma non so quando tornerò allo stadio, perché mi devo sentire meglio con la mia coscienza. Non so se sono in grado di rivedere le persone a cui ho fatto del male. Sicuramente la prima partita che tornerò a vedere sarà al Massimino.

Spero di continuare con il Catania , il mio obbiettivo è tornare presidente in qualunque categoria sia. Se le condizioni dal punto di vista giuridico si attenueranno ritornerò a fare il presidente, ma dipenderà se sarò ancora proprietario del Catania."

RILANCIO FINARIA - "Ho deciso di fare oggi la conferenza stampa perché mi sembrava il momento giusto di parlare.  Giovedì scorso è stato approvato il piano di ristrutturazione e rilancio del gruppo "Finaria"(il gruppo che detiene le quote di maggioranza del Calcio Catania S.p.A.). Questo è il risultato di un duro lavoro svolto da chi si è prodigato in questi anni per questa società. Finaria è in grado di garantire il percorso che vuole fare il Catania, quindi il rilancio dell'attività del gruppo vuol dire rilanciare anche il Catania.  Non mi sono mai sentito un intoccabile e non uso il Catania come salvacondotto generale. Poi volevo vendere il Catania ma nessuno ha offerto un euro per l'acquisizione. Ho pensato al bene del Catania e del gruppo Finaria."

SU COSENTINO - "E' entrato nel Catania quando c'era Sergio Gasparin Amministratore Delegato. Volevo che Gasparin curasse più l'aspetto burocratico e amministrativo mentre a Cosentino volevo affidare il mercato. Gasparin non accettò e andò via, anche se aveva un altro anno di contratto con noi.  Aver continuato con Cosentino dopo i vari problemi è stato un errore che ancora oggi non so spiegarmi, non ho una giustificazione. Ho sbagliato.  Mi sono reso conto solo adesso di aver nominato una persona totalmente inesperta a fare l'amministratore delegato.  Anche per Cosentino è stata una scelta infelice perché lui non fa più il procuratore. E' anche vero che se non ci fosse stata l'inchiesta "Treni del Gol", Cosentino sarebbe rimasto paradossalmente a Catania."

SUL FONDO DOIAN E LA GEA- "Non c'è una spiegazione al motivo che mi ha fatto trattenere Cosentino, purtroppo non mi sono accorto di quello che combinava.   In quel periodo la prospettiva del Catania, era quella di legarsi ad un certo tipo di mondo. Era il mondo della Doian,  un gruppo a cui appartenevano le più importanti squadre del mondo oltre a quelle  spagnole.  Cosentino poteva essere una chiave per entrarci.  Dopo aver invitato i più importanti dirigenti della serie A nella location di Taormina  probabilmente mi sono illuso di poter entrare in questo mondo, che adesso reputo lontanissimo per il Catania."

La Gea è stata qua un solo anno,  non si occupava di mercato ma di marketing. I rapporti con Cosentino e la Gea erano buoni e con loro sono stati acquistati due giocatori Maniero e Calaiò e successivamente arrivò Delli Carri.

Ventrone è stato un errore clamoroso di Cosentino. Era una persona totalmente inadatta per le nostre caratteristiche, il suo mondo non ci apparteneva."  

TRENI DEL GOL -"Insieme ai legali e ai tecnici abbiamo la certezza di capire che è stata tutta una truffa nei miei confronti. Abbiamo subito una pena esemplare, ma non tutti i responsabili hanno pagato."

SOCIETA' - "Quando il Catania in passato ha avuto problemi di iscrizioni al campionato andai ad attingere da un conto all'estero, quando all'epoca era legale.  Il mio obiettivo non era solo vendere il Catania, ma anche farlo rimanere in vita a tutti i costi. L'idea di richiamare Pietro Lo Monaco è nata dopo quando si sono azzerati i vertici societari: dopo l'operato di Bonanno Pitino e Ferrigno, i quali non sfruttavano a dovere le risorse della società, mi resi conto che non saremmo andati da nessuna parte. Il quel frangente capì che probabilmente era una cosa più grande di loro e che non erano in grado. Hanno sicuramente fatto cose buone ma anche cose poco buone. Bisogna sempre ringraziali per quello che hanno fatto. Se hanno fatto bene e difficile capirlo perché era un momento di caos per il Catania e anche per loro.

Tuttavia, un giorno il mio avvocato mi disse che aveva incontrato quello di Lo Monaco e che c'erano i margini per un colloquio.  Ci siamo dati appuntamento con direttore e lui venne a casa mia. Ci siamo chiariti in soli 5 minuti. Da li è ripartita una nuova storia,  grazie anche alle risorse che il gruppo ha messo a disposizione.

A causa di quello che è successo il Catania ha perso il diritti per la location in merito alla costruzione dello stadio, ma il Catania può vivere di luce propria. Se ci sarà qualcuno che vorrà acquistarlo mi faro da parte."

RAPPORTO SQUADRA  - "con la squadra sono quasi sempre presente. Parlo spesso con i giocatori ed il mister.   Le basi per fare il salto di categoria ci sono. La partita la vedo sul Computer e soffro come tutti.

Il Catania del futuro lo immagino a soffrire in tutti i campi della serie C per conquistare la serie B e poi la serie A. Sono consapevole di aver fatto tanti errori che hanno recato sofferenze ai tifosi.

ALTRO"Mi ha contattato Ghirardi (ex presindete del Parma), forse perché siamo stati compagni di sventure, ma non ho sentito nessuno a parte qualche saluto.  

Ci ho pensato di far parte del murales dello Stadio, c'è rammarico, ma credo che direttore più di me doveva farne parte, anche perché è più merito suo se siamo andati in serie A.  Resta il fatto che abbiamo fatto tanto e bene per il Catania e rimarrà nella storia."

Antonio Rapisarda