Coppa Italia: una formula noiosa e ingiusta

Coppa Italia da riformare

Prendiamo spunto dalle parole di Gian Piero Gasperini nel post partita di Juventus-Atalanta (terminata per 3-2 in favore della formazione bianconera) per parlare dell'annosa questione Coppa Italia, una competizione oramai ai margini sia per importanza che per interesse suscitato fra gli appassionati di calcio e fra le società e i protagonisti in campo. Il tecnico di Grugliasco ha parlato di una competizione fuori dalla norma, con una formula assurda che avvantaggia le squadre più forti nell'intento di portarle in semifinale. Niente di più vero.

Siccome lo stesso trofeo all'estero è molto combattuto e prestigioso (pensiamo ad esempio alla F.A. Cup, la Coppa d'Inghilterra, la prima competizione ufficiale della storia del calcio), è ora che nei piani alti del palazzo calcio qualcuno si prenda in carico l'onore e l'onere di andare a modificare al più presto un format indigesto a tutti.

Due proposte Bisognerebbe avere il coraggio di aprire la competizione a squadre meno blasonate che parteciperebbero alla Coppa Italia con ardore e voglia di ben figurare, magari contro grosse squadre. Al contempo, i grandi club non dovrebbero essere tutelati e accompagnati dolcemente agli ottavi di finale dal regolamento. Formuliamo qui due proposte, simili ma alternative. Nella prima, i club di serie A partirebbero come tutte le altre squadre dal primo turno. Nella seconda, avrebbero il vantaggio di esordire nella manifestazione dal secondo turno.

Formula A)

128 squadre partecipanti: 20 di serie A, 22 di serie B, 60 di Lega Pro, 26 di serie D (9 retrocesse dalla Lega Pro più le migliori 17 non promosse dalla D della stagione precedente).

Sorteggio integrale degli accoppiamenti e dei campi da gioco, 90 minuti più calci di rigore in caso di pareggio, doppio turno per la sola semifinale. Partendo da 128 squadre, otto gare per sollevare il trofeo. Accesso alla Champions League per la squadra vincitrice.

Formula B)

108 squadre partecipanti: 20 di serie A (a partire dal secondo turno), 22 di serie B, 60 di Lega Pro, 6 di serie D (studiando un sistema di punteggio pluriennale: i 6 club col punteggio più alto al termine della stagione precedente accedono alla Coppa Italia).

Sorteggio integrale degli accoppiamenti e dei campi da gioco, 90 minuti più calci di rigore in caso di pareggio, doppio turno per la sola semifinale. Partendo da 88 squadre, otto gare per sollevare il trofeo. Accesso alla Champions League per la squadra vincitrice.

Stefano Calabrese

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