Buffon e Donnarumma, ormai è certo. Due campioni diversi
E' durato un attimo, il tempo di trovarsi di fronte un rigore al 95' contro una squadra che ti ha dominato per tutta la partita per svelare la vera identità di un futuro campione. Sono bastati dieci minuti per capire che i due Gigi, molte volte paragonati, hanno completamente uno stile diverso, sono uomini diversi.
Che siano campioni, nulla da dire, uno lo ha dimostrato sul campo con strepitose parete, l'altro ci sta facendo vedere che può essere anche di più: in campo però, fuori il mondo è diverso.
Il più vecchio è ancora capace di rispettare gli avversari, di dire tranquillamente pubblicamente di tifare per altre squadre italiane impegnate in Europa, di sentirsi partecipe delle sofferenze per la sconfitta in Champions (Napoli, ndr), di emozionarsi per il pubblico del San Paolo, e non è certo l'età a portarlo a dichiarazioni simili, lo conosciamo dai tempi di Parma quando lavorare nei centri sociali, un uomo di altri tempi, che nel rispetto ha incentrato la sua vita.
Gigio. Lo avevamo paragonato al "Gigi" nazionale, non potremmo più farlo. Due personaggi diversi, due campioni che lasceranno il segno nel campo ma purtroppo anche fuori. Difficilmente ci si dimenticherà di quelle parole urlate sotto i tifosi avversari ("sempre a loro, non è giusto") come per fai intendere che qualcosa di sporco ci sia sotto dimenticandosi tutti i "fischi" degli arbitri a favore. E' il calcio, a volte l'arbitro sbaglia a tuo favore a volte contro, ma qui non si parla di giustizia, loro sono in buona fede. E quel gesto di sfida nei confronti dei rivali? Il rispetto della gente è importante, anche loro ti rispettano anche se non giochi per la loro squadra.Non serviva, sarai anche il loro portiere in nazionale, sarai il miglior portiere dei prossimi 20 anni, sarai il più grande portiere, speriamo che diventi anche un grande uomo come Buffon, allora torneremo a paragonarti a lui.