Affare-Tello oggetto di una controversia regolamentare tra Juve e Lega

A. Tello, Benevento
A. Tello, Benevento

Dissipiamo subito dubbi e preoccupazioni dei tifosi giallorossi: il Benevento non ha responsabilità in quanto accaduto e che stiamo per raccontare.

La società del presidente Vigorito, in estate, acquista dalla Juventus il centrocampista Andres Tello, lo scorso campionato in prestito dal club bianconero al Bari, per la cifra di 2,5 milioni di euro. La società torinese si riserva la cosiddetta "recompra", cioè il diritto di riacquistare il calciatore ad un prezzo già fissato. In questo caso la cifra era di 8 milioni ed il diritto poteva essere esercitato dalla società bianconera nella stagione 2019/20 o nella successiva 2020/21. 

Nel caso in cui la vendita di un calciatore, come in questo caso, non si completi subito ma sia soggetta, per considerarsi definitiva, al verificarsi di determinate condizioni questa non produce effetti sul bilancio. 

In gennaio la Juventus rinuncia al diritto di "recompra" e iscrive a bilancio una plusvalenza di 1,89 milioni di euro. Questa operazione crea forti malumori in seno alla Lega B e anche alla Lega A perché nell'accordo che i due club hanno depositato l'opzione non è fissata per la stagione in corso ma per le due successive e poi per una violazione delle norme federali, nello specifico l'articolo 1, comma 4 della delibera n. 59 del 2018. Tale norma, infatti, vieta "modifiche del contratto tranne per indennizzi o premi". 

La Juventus, per tentare di aggirare le due Leghe, scrive alla Figc, compiendo un gesto "irrituale" in casi simili, e informa la Federazione dell'operazione compiuta e spiega che per loro la rinuncia era una semplice facoltà e non una volontà di alterare il patto preesistente con il Benevento. Tutto questo è per la Lega un precedete pericoloso perché garantisce alle società un certo margine di tolleranza sui contratti che prevedono al clausola della "recompra" e che quindi potrebbero essere utilizzati per creare appositamente plusvalenze; inoltre, suggerisce ai presidenti delle squadre di potersi rivolgere direttamente alla Figc in modo da bypassare le Leghe. 

A riportare la notizia è l'edizione odierna de "Il Fatto" con un articolo a firma di Carlo Tecce. Il quotidiano diretto da Marco Travaglio, poi, approfondisce l'argomento lanciando l'allarme "plusvalenze" con un ulteriore articolo a firma di Giorgio Meletti: un "bubbone" che se dovesse scoppiare potrebbe innescare un serio effetto domino sull'intero sistema calcio. Le cifre di cui si parla sono esorbitanti così come i buchi che potrebbero essere stati creati. Lo stesso allarme, qualche settimana fa, era stato lanciato dal Presidente Figc Gravina durante un suo intervento alla "Domenica Sportiva". 

In molti potrebbero chiedersi come mai le banche, in tutto questo marasma, non abbiano mai sollevato alcuna obiezione, visto che ad essere danneggiate potrebbero essere anche loro. La risposta è la più semplice possibile: gli istituti di credito sono garantiti dal miliardo e cento milioni di euro che le tv hanno versato per l'acquisizione dei diritti di trasmissione delle partite.

Maurizio Morante

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