Alex Casella: "La C al D'Albertas una bella emozione che ci ripaga" - I AM CALCIO ITALIA

Alex Casella: "La C al D'Albertas una bella emozione che ci ripaga"

Alex Casella alla presentazione estiva
Alex Casella alla presentazione estiva
NovaraSerie C Girone A

Abbiamo contattato telefonicamente il direttore del Gozzano Alex Casella per commentare insieme la notizia della "prima" imminente al "D'Albertas":

- Alex, la notizia del giorno è sicuramente il nulla osta e dunque la possibilità per il Gozzano di giocare domenica la prima partita della propria storia nel calcio professionistico a casa.

"Sicuramente è una bella emozione. Dopo quasi 16 mesi dall'ultima partita in casa che ci ha dato la vittoria in campionato il poter rigiocare una partita all'interno delle nostre mura è una gioia importante che va a coronare mesi di intenso lavoro".

- Quali sono stati gli ultimi impedimenti tecnici ad esser stati superati?

"L'iter finale più complesso è stato quello relativo all'illuminazione. Per far fronte all'esigenza tecnica rischiavamo di dover stare fermi ancora per mesi. Abbiamo quindi deciso di noleggiare le torri faro come comunicato in precedenza, abbiamo dovuto attendere la verifica da parte dell'ingegnere della Lega che ha verificato i requisiti tecnici e quindi abbiamo avuto l'ok, considerando che l'agibilità allo stadio era stata data due settimane fa. Negli ultimi dieci giorni abbiamo solo completato l'iter riguardante le verifiche sull'illuminazione".

- Direttore, approfittiamo dell'occasione per fare due chiacchiere anche sul campionato. Il cammino fin qui non è stato molto fortunato: mancano dei punti dovuti principalmente ad errori dagli undici metri, ma la squadra sembra comunque esprimersi nella maniera giusta.

"Sì, tenderei comunque a guardare in maniera positiva quelle che sono state le prime tre partite. Abbiamo sbagliato dei rigori e questo è un dato oggettivo, come credo sia un dato oggettivo che abbiamo fatto delle ottime prestazioni. Tutte in crescendo fra l'altro. Nelle due trasferte disputate siamo riusciti a tratti a controllare la gara imponendoci sull'avversario. Questo significa che tutto il lavoro che da quest'estate si sta facendo sta evidenziando il valore dei giocatori, dello staff, del tecnico e sono i primi frutti che stiamo raccogliendo. Quando le cose stanno così è solo questione di tempo, la serenità mia e di tutta la società è quella di avere coscienza della qualità delle persone e del lavoro quotidiano. Avere avuto tre rigori a favore in tre giornate significa che in area ci arriviamo spesso, questo credo sia un altro dato oggettivo. Sono convinto che continuando così raccoglieremo i frutti di un ottimo calcio. Siamo una squadra molto giovane, raccogliamo ogni settimana il massimo del coefficiente di minutaggio, schieriamo il portiere più giovane di tutta la categoria che è un 2001. Quello che stiamo facendo lo reputo ottimo, dobbiamo andare avanti con la consapevolezza che il lavoro che stanno portando avanti il mister ed il suo staff mette in condizione tutti di rendere al meglio".

- A proposito di frutti da raccogliere, a Gozzano domenica arriva un'avversaria (la Giana Erminio) ancora a quota zero in classifica e reduce da un sconfitta pesantissima in casa. Sulla carta l'avversaria ideale per ottenere la prima vittoria in campionato, ma proprio la batosta subita dalla formazione di Gorgonzola per mano della Pianese potrebbe nascondere insidie, anche psicologiche. 

"Penso che la Giana sia comunque una buona squadra. Ha giocatori che sono in squadra da anni, a livello di società ha una mentalità ormai consolidata nella categoria. L'errore più grosso che possiamo fare in questo momento è guardare la classifica, che fino a metà/fine ottobre è sempre una classifica relativa e condizionata da episodi, condizione fisica ed eventuali giornate storte. Quando una squadra di categoria come la Giana perde una gara come quella di domenica è chiaro che ha beccato una giornata completamente negativa negli episodi, negli interpreti. La differenza di valore in categoria non è mai così netta, né in positivo né in negativo. Gli errori ci stanno come ne abbiamo fatti noi in 5 partite: in Coppa Italia abbiamo fatto degli errori tecnici che però non si ripetono costantemente, sono episodi che nascono e finiscono con la gara. Ci aspettiamo una squadra che venga qui per muovere la classifica com'è giusto che sia anche perché ha dei giocatori di rilievo. Sarà una gara difficile anche perché quando vivi una settimana così e non vedi l'ora di riscendere in campo è dura. Questo è assolutamente il momento peggiore per affrontare la Giana".

- Le prime tre giornate sono in archivio, fra qualche conferma e qualche sorpresa. C'è qualche squadra che ti ha colpito guardando qua e là? E ancora: la Pianese ti ricorda il Gozzano? Squadra al primo anno in C, rappresentante di un piccolo comune ma con alle spalle una società solida ed un'azienda importante. Vedi un parallelismo con la formazione toscana?

"Il girone ad oggi non mi sta dando grosse novità rispetto a quanto previsto. Girone livellato, come dimostrano anche le nostre partite in cui abbiamo affrontato secondo me due delle prime 5/6 compagini del girone - Alessandria e Como -  con le quali te la sei giocata a lunghi tratti riuscendo a volte a metterle in difficoltà. C'è molto equilibrio, fatta eccezione del Monza che sul piano qualitativo ha un livello molto alto non negli undici ma nei venti giocatori, con una rosa profonda e completa. Per quanto riguarda la Pianese il primo anno in C è molto particolare: gli stimoli sono a mille, se una società piccola crea l'alchimia giusta diventa davvero difficile portare via punti come col Gozzano dei primi quattro mesi. Una squadra con motivazioni alte e unita diventa difficile da affrontare. Ricorda il Gozzano, ma rispetto al Gozzano hanno fatto molti più punti visto che ne hanno 6 e noi siamo partiti l'anno scorso con un punto in tre gare. Vanno fatti loro i complimenti, stanno facendo bene. Noi non smetteremo mai di ringraziare il nostro patron Alberto Allesina che non è più con noi, con lui la sua famiglia e l'azienda FAR che ci permette di fare calcio a grandi livelli in un territorio in cui è rimasto poco in questi palcoscenici. Questo ci dà onore e responsabilità, con la voglia di fare le cose al meglio".

Stefano Calabrese

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