Pulvirenti e la storia del bond da 30 milioni emesso in Lussemburgo - I AM CALCIO ITALIA

Pulvirenti e la storia del bond da 30 milioni emesso in Lussemburgo

Nino Pulvirenti
Nino Pulvirenti
CataniaSerie C

Tra gli sviluppi emersi nell'inchiesta della Procura di Catania che indaga sulla presunta bancarotta fraudolenta (e autoriciclaggio) dei supermercati Forté (controllati da Meridi srl, società che si rifà ad Antonino Pulvirenti) c'è anche il bond da 30 milioni di euro depositato in Lussemburgo.

Per molti è sembrata una cosa "nuova", in realtà al lettore più attento non sarà sfuggito che la stessa Finaria a settembre 2017 aveva emesso il bond per il rilancio del gruppo. Anzi il bond faceva parte di un accordo di ristrutturazione del debito sulla base dell'art. 67 della Legge Fallimentare.

A questo proposito lo studio GOP (Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli&Partners) di Roma (uno dei migliori nel settore) aveva curato nei minmi dettagli l'operazione definita, tra l'altro, come "innovativa" nel panorama italiano. Lo studio dei professionisti, come segnalano più fonti, è stato coinvolto nella progettazione dell'operazione di ristrutturazione, nella negoziazione degli accordi con il ceto bancario e nell'attività di negoziazione della documentazione relativa all'emissione del prestito obbligazionari.

Il bond, sottoscritto da Finaria nel 2017, è stato disciplinato dalla legge inglese e prevedeva una clausola piyc in relazione al pagamento degli interessi.

L’emissione obbligazionaria avrebbe dovuto rivestire un ruolo cruciale per il successo del piano di risanamento della società emittente. I proventi derivanti da tale emissione dovevano essere interamente utilizzati per ripagare il debito della società, con obiettivo di rilancio del gruppo (che pare che non ci sia stato, ndr).

Attenzione, poi, ad un altro particolare. Sempre lo studio GOP di Roma, a giugno 2019, ha curato la vendita di due hotel di Taormina, di proprietà di Pulvirenti, al gruppo Alpitour (che aveva già da alcuni anni la gestione delle due strutture ricettive). I proventi della vendita sono stati in parte utilizzati da Finaria per ripagare proprio il debito derivante da quel prestito obbligazionario da 30 milioni di euro in private placement.

La Procura di Catania, dunque, vuole solamente far luce su tutte le operazioni effettuate da Pulvirenti nel corso degli ultimi anni.

L'operazione della Guardia di Finanzia, infatti, va letta come la normale prosecuzione dell'amministrazione straordinaria dichiarata dal Tribunale di Catania lo scorso gennaio e a tutela dei commissari giudiziali che vogliono vederci chiaro sulla situazione di Meridi anche per capire se ci sono i presupposti per il rilancio e soprattutto comprendere se ci sono stati eventuali reati nella gestione precedente.

Anche sui debiti di Meridi, quasi 90 milioni di euro, nulla di nuovo. Infatti già tramite il Ministero dello Sviluppo economico, nel bando pubblicato sul proprio sito per la ricerca dei tre commissari che devono gestire l'amministrazione straordinaria, si legge a chiare lettere del debito che ammontava a 87 milioni di euro.

Andrea Carlino

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