Ombre sul futuro del Catania: servono 1,5 milioni fino a giugno - I AM CALCIO ITALIA

Ombre sul futuro del Catania: servono 1,5 milioni fino a giugno

Guardia di Finanza a Torre del Grifo
Guardia di Finanza a Torre del Grifo
CataniaSerie C

Il futuro del Catania è più incerto che mai. A due giorni dal blitz della Guardia di Finanza si addensano nubi sul club etneo. Così come segnala La Repubblica, la nuova indagine della procura di Catania, in cui Pulvirenti risulta tra gli indagati per bancarotta fraudolenta ed autoriciclaggio, per il crack da 90 milioni di euro della Meridi (azionista al 5 per cento del Calcio Catania) e per il piano di risanamento finanziario di Finaria realizzato nel luglio 2017 attraverso l’emissione di un prestito obbligazionario, suscita interrogativi sull'operatività del club rossazzurro.

Al momento il sequestro disposto dalla procura etnea è stato eseguito sulla documentazione inerente i rapporti tra Finaria e Meridi, ma i militari delle Fiamme Gialle hanno passato a setaccio anche i computer del Calcio Catania, per verificare le comunicazioni via mail intercorse dal 2017 tra i soggetti coinvolti dalle perquisizioni di giovedì (indagati anche il presidente del club, Davide Franco e il consigliere d'amministrazione, Giuseppe Caruso).

Entro il 16 febbraio (ma essendo domenica la scadenza slitta a lunedì 17) il Catania dovrà effettuare il pagamento a calciatori e staff tecnico degli stipendi di novembre e dicembre, e relativo versamento dei contributi previdenziali: un’operazione da circa 500 mila euro. Per arrivare a fine stagione servono più di 1,5 milioni di euro.

La cessione del club sarebbe la soluzione ottimale e l’unico scenario è quello che porta al Comitato promotore per l’acquisizione del Catania, presieduto da Fabio Pagliara. L'inchiesta della Procura, però, potrebbe portare a tempi molto più lunghi del previsto.

Andrea Carlino

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