Caos Serie B, il Consiglio di Stato mette la parola fine. La sentenza - I AM CALCIO ITALIA

Caos Serie B, il Consiglio di Stato mette la parola fine. La sentenza

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Tutti ricordano la "pazza" estate del 2018 con la Serie B a rischio caos.

Il Catania assaporò per pochi giorni il ritorno nella serie cadetta, salvo poi doversi arrendere dopo una lunga battaglia nelle sedi della giustizia sportiva. La serie B, allora a 22 squadre, rimase monca di tre compagini per la cancellazione di Cesena, Bari e Avellino.

Il Catania, insieme al Novara, alla Ternana, al Siena, alla Pro Vercelli e poi anche alla Virtus Entella, si fece avanti per essere ripescata, ma la Lega B, con l’avallo della Figc, cambiò il format del campionato cadetto facendolo scendere a 20 squadre e compilando i calendari per 19 partecipanti.

Le società in attesa di ripescaggi si ritrovarono così tagliate fuori.

Ne seguì una lunga serie di ricorsi con la giustizia sportiva che diede torto alle ricorrenti. Nulla da fare. Ora anche quella amministrativa mette la parola fine al caos generato un anno e mezzo fa e dà ragione all'allora commissario della Figc, Roberto Fabbricini.

La quinta sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Giuseppe Severini, con la sentenza n.1182 del 14 febbraio scorso, ha respinto il ricorso in modo definitivo il ricorso presentato dalla Pro Vercelli. Fabbricini, infatti, nominato commissario della Federcalcio il 1 febbraio 2018, poteva, nell'esercizio delle sue funzioni "modificare anche lo Statuto ed i regolamenti FIGC, ma al solo fine di "consentire la corretta ricostituzione degli organi federali".

Nel caso in questione "tale facoltà sarebbe stata utilizzata al diverso fine di modificare l'organizzazione dei campionati, introducendo nuove disposizioni ed abrogando quelle in corso di validità".

La decisione di Fabbricini, per i giudici amministrativi, "di definire una volta per tutte la composizione del Campionato 2018/2019 nell'imminenza del suo inizio non appariva illogica né abnorme, ma coerente con l’obiettivo di razionalmente assicurare la buona amministrazione dell’attività federale". 

Sulla vicenda che riguarda il Catania, il Consiglio di Stato, poi, aggiunge che "non risulta configurabile un diritto, tutelabile in giustizia, al “ripescaggio” da parte delle società sportive non facenti parte dell’organico di Campionato per risultati acquisiti sul campo. L’ipotesi, in effetti, non è prevista da alcuna: disposizione delle NOIF e la possibilità che la FIGC disponga – nell’eventualità di una sopravvenuta riduzione del numero delle squadre partecipanti di diritto – l’integrazione dell’organico con società precedentemente escluse resta del tutto eventuale e comunque incoercibile, in quanto rimessa alla discrezionalità degli organi federali. Le società interessate hanno pertanto una mera aspettativa di fatto a che si proceda in tal senso, fermo restando che ogni decisione assunta dalla Federazione non può prescindere dall’obiettivo prioritario di assicurare il regolare, ordinato e tempestivo svolgimento delle competizioni sportive.

Pertanto - si legge ancora nella sentenza - la stessa delibera del Commissario straordinario pubblicata con il comunicato ufficiale FIGC n. 18 del 18 luglio 2018, contenente indicazioni sul contenuto delle domande da presentare per l’ipotesi di futuri “ripescaggi”, precisava che l’integrazione del Campionato di Serie B 2018/2019 era solamente "eventuale" e non scontata.

Dunque non era irragionevole né imprevedibile che "il commissario Fabbricini, una volta preso atto della sopravvenuta situazione di incertezza e stallo dovuta alla concomitante pendenza di contrapposti ricorsi innanzi agli organi della giustizia sportiva (contro l’esclusione dal Campionato, da una parte, nonché contro le regole che avrebbero dovuto governare le procedure di integrazione dell’organico, dall’altra), si fosse determinata per risolvere in modo strutturale l’impasse. Ciò faceva non dando seguito alle procedure di integrazione dell’organico, una volta constatato che parte delle stesse regole che a tal fine avrebbero dovuto essere applicate era stata dichiarata illegittima dagli organi della giustizia sportiva"

Il Consiglio di Stato, nel respingere il ricorso, condanna la Pro Vercelli al pagamento delle spese processuali (quantificato in 3mila euro). Quindi il commissario Figc, Roberto Fabbricini, nell'estate 2018, aveva operato in modo corretto.  

Andrea Carlino

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