Lazio. Ercole: "Benevento ben strutturato, capitolini stiano attenti" - I AM CALCIO ITALIA

Lazio. Ercole: "Benevento ben strutturato, capitolini stiano attenti"

M. Ercole, vicedir.
M. Ercole, vicedir.
BeneventoSerie A

In vista del match dell'"Olimpico" che domenica pomeriggio vedrà impegnate Lazio e Benevento, abbiamo intervistato Marco Ercole, vicedirettore de "La Lazio Siamo Noi", quotidiano online che si occupa principalmente della compagine capitolina, e redattore del "Corriere dello Sport". Queste le sue parole ai nostri microfoni:

Marco, la sfida di domenica ha maggior valore per la Lazio o per il Benevento?

Credo sia più importante per la Lazio che per il Benevento. I biancocelesti, nel girone di andata, avevano accumulato un ritardo rispetto alla zona Champions che è stato poi colmato con il cammino nel girone di ritorno. In questo momento Immobile e compagni non possono permettersi passi falsi. Viceversa, il Benevento si trova a 30 punti, con un buon margine sulla terzultima e, secondo me, non farà molta fatica per conquistare la salvezza a prescindere dal risultato di domenica.

Non è ancora sicura la presenza di Simone Inzaghi in panchina, causa covid. Quanto può pesare la sua assenza?

Credo che l'assenza del mister abbia già un peso nella fase di preparazione alla partita, con tutto il rispetto per lo staff dello stesso Inzaghi che si è occupato dell'avvicinamento al match di domenica. La situazione è ancora da monitorare ma si va verso il "no" alla sua presenza in panchina.

Quanto sta influendo il "digiuno" di gol di Immobile che dura ormai da sette gare? 

Il "digiuno" di Immobile è una cosa che può capitare. Senza i suoi gol la Lazio fa oggettivamente fatica a segnare, soprattutto per mancanza di alternative viste la scarsa vena di Correa e l'unico gol messo a segno fino ad ora da Muriqi, sul quale sono stati investiti 20 milioni di euro, cifra di non poco conto per le casse biancocelesti. Inoltre, contro il Benevento, mancherà anche Caicedo per squalifica, uno che tante volte ci ha tolto le castagne dal fuoco.

Del Benevento, alla Lazio, fa più paura il collettivo o si teme di più qualche singolo calciatore?

Il Benevento è una squadra che è stata costruita molto bene ed è allenata benissimo. Ha una rosa "intercambiabile", nella quale le cosiddette riserve, al momento di scendere in campo, non fanno rimpiangere i titolari. E', quindi, il collettivo che preoccupa di più. Anche il fatto che non abbiano un vero e proprio bomber complica le cose perché non si ha un unico riferimento offensivo da marcare.

Secondo te, i punti in palio in questa partita sono più importanti per la Lazio o per il Benevento?

Io credo siano più importanti per la Lazio. E' vero che il Benevento deve essere vigile nella lotta salvezza ma, avendo già 30 punti, a mio avviso si salverà senza grossi sforzi. Vedo Crotone e Parma già con più di un piede in Serie B; l'altro posto se lo giocheranno Torino e Cagliari con i granata leggermente in vantaggio per la permanenza in massima serie.

Simone e Filippo Inzaghi: due fratelli, due ex bomber della Serie A, ora due allenatori. Quali sono i loro aspetti comuni e quali le differenze?

Simone e Pippo hanno una passione viscerale per il calcio, vivono di calcio e lo vivono al 100%: lo si vede dall'applicazione che mettono nel loro lavoro e dal grado di conoscenza che hanno delle compagini avversarie e di ogni singolo aspetto della loro vita professionale. Le differenze, semmai ce ne siano, stanno nel modo in cui sono arrivati alla panchina. Simone ha dimostrato una propensione maggiore al ruolo di allenatore mentre Pippo sta colmando il gap iniziale con l'esperienza fatta e con gli ottimi campionati disputati anche in serie C e B.

Maurizio Morante

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