Editoriale Azzurro - Te la manda il mister - I AM CALCIO ITALIA

Editoriale Azzurro - Te la manda il mister

La presentazione di Gattuso
La presentazione di Gattuso
NovaraSerie C Girone A

Se penso ad una possibile rivisitazione della pubblicità dell’Esselunga che tanto ha diviso il popolo italiano, ben attento a dire la propria su argomenti esistenziali di opinabile importanza, aprendo un ideologico e opinionistico dibattito nel quale divorziano le onde tradizionaliste da quelle liberiste dell’amore, ora come ora potrebbe essere recitata tranquillamente dagli 11 tecnici esonerati della serie C. Li immagino porgere, tramite una mano, con dispiacere, una patata bollente al proprio successore e con l’altra, una pesca fuori stagione, cui destinatarie sono le società che in ben otto giornate hanno lasciato senza allenati una dozzina di allenatori. Tieni. Te la manda il mister. Escluso il più fortunato, il dodicesimo esonerato “part-time” ovvero il tecnico Zauli che ha avuto la fortuna di soffrire solo per una manciata di ore, perché a Crotone le pesche, tutto sommato, piacciono più che i melograni. Fin quando regge il clima estivo perché con l’autunno, chissà. Il perché di tutta questa strage e decapitazione di tecnici in serie C la possiamo forse imputare al fatto che il ruolo dell’allenatore è fortemente declassato, è considerato ormai solo come “mezzo” (tanto che dei loro sentimenti non ci importa minimamente) tramite cui ottenere qualcosa, (che quando ottengono è solo della società). Un ruolo precario perché eccessivamente sostituibile, più velocemente della pazienza che possiamo avere per imbastire un progetto a lungo termine. La fretta dei risultati (sono 8 giornate su un campionato intero, oggettivamente il nulla) sommata alla voglia di credere che sia lui il fautore dei guai e nessun altro, ed una volta tolto di mezzo, l’onda negativa è pronta ad interrompersi. E non c’è un calciomercato che li tenga in bolla. Avanti un altro.

Anche a Novara, in un clima di incertezze, disincanti e tristezza tocca a Buzzegoli fare le valigie e tornare nella sua Toscana. Dopo 4 pareggi e 4 sconfitte in 8 giornate (la Coppa Italia sappiamo non vale per la somma della  felicità), l’ultima in casa contro l’Arzignano. La nuova speranza azzurra si chiama GiacomoJackGattuso, già legato al Novara per averci passato 17 anni e per aver scovato e svezzato talenti giovanili quali Bruno Fernandes, attuale calciatore della rosa del Manchester United che in azzurro ha avuto il suo esordio come professionista proprio con l’allenatore comense. Gattuso è un uomo che pensa al calcio, respira calcio e mangia calcio. Per citare le sue ultime esperienze, nella stagione 2020-2021 porta, dopo 5 anni, il Como in serie B, trovando la promozione alla penultima giornata di campionato vincendo contro l’Alessandria in casa. Permeando in B, nella stagione 2022-2023 il mister è costretto ad abbandonare la guida della società per motivi personali passando il testimone a Moreno Longo, ex Toro, tutt’ora al Como. Mister Gattuso si riposa e si riprende e ad ottobre consegue la licenza UEFA Pro, massimo livello di preparazione per un allenatore. E oggi è pronto a ripartire.

La conferenza al “Piola” decreta un ritorno, l’ennesimo nella “seconda casa” di Gattuso, come lui la definisce. La sensazione è quella di una persona che riesce ad appianare i brutti pensieri, come fosse detentore di una pace dei sensi sportiva. Fa scorrere anche il suo vissuto, parlando per la prima volta del momento in cui ha deciso di allontanarsi temporaneamente dal calcio allenato. Saluta, nella maniera più generosa e affettuosa possibile, Daniele Buzzegoli, omaggiato anche dall’intervento precedente del direttore sportivo Simone Di Battista. Non se la sente di dare giudizi sulla squadra sebbene abbia seguito ogni partita del Novara se non che: “È un gruppo serio, che si applica”. Il suo contratto sarà biennale perché “Non volevo essere di passaggio” e con lui Matteo Gaio, allenatore in seconda già nello staff come collaboratore tecnico. Preoccupato non tanto per la squadra ma più che altro per la piazza che non tralascia di evidenziare il proprio disappunto, sofferenza emotiva, delusione e preoccupazione. Una piazza che rispecchia l’umore malinconico autunnale, il cambio dell’ora, le foglie che cadono, il profumo di castagne. Ma se “il calcio va veloce” come dice Gattuso, lo devono fare anche i pensieri, quelli negativi chiuderli nel passato e quelli speranzosi che sanno di melograno farli rinascere. E se per caso la speranza fatica a galleggiare, tieniTe la manda l’ennesimo nuovo mister.

Daje.

Alice Previtali

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