Ludovico D'Orazio è l'oro del Novara: "Vivo per questo" - I AM CALCIO ITALIA

Ludovico D'Orazio è l'oro del Novara: "Vivo per questo"

Ludovico D'Orazio, Credit Novara FC
Ludovico D'Orazio, Credit Novara FC
NovaraSerie C Girone A

Attaccante del 2000, autore di 4 dei 10 gol complessivi del campionato del girone A del Novara FC, Ludovico D'Orazio si è rivelato indispensabile per la squadra azzurra firmando anche uno dei due gol su rigore contro la Pergolettese che ha permesso la prima vittoria stagionale al team di mister Gattuso. Esordio al Frosinone nel 2012 per poi trasferirsi alla Roma fino al 2020, prima nelle giovanili e poi nel campionato Under 19. Dal 2020 gioca alla FeralpiSalo’, in prestito dalla Spal che ne ha rilevato il cartellino, e poi al Mantova pima di arrivare in Piemonte, sempre con la formula del prestito annuale che scadrà il prossimo giugno. Lucido, tenace, capace, D'Orazio è stato l’ultimo acquisto azzurro di un calciomercato estivo "umile" ed ora si inizia seriamente a pensare a come non lasciarcelo scappare.

- Ultimo acquisto del calciomercato in condizioni economiche piuttosto limitanti, siamo tutti d’accordo nel ringraziare di averti nel club azzurro per la tua grinta emotiva e la capacità di finalizzazione espressa sul terreno di gioco, in alternativa alla visione che ti consente di servire i tuoi compagni per centrare la rete. Un buon biglietto da vista ma, chiedo a te, chi è Ludovico D’Orazio? 

"Innanzitutto grazie per le belle parole. Sono un ragazzo che è venuto qui con tanta voglia di dimostrare, le circostanze girano dalla mia parte come la squadra e quindi non è solo Ludovico D’Orazio che fa bene ma c’è anche tutto il resto dietro: c’è il mister che mi mette in condizione di fare bene, c’è la squadra che fa lo stesso. Sono un ragazzo che vive per questo e quando riesco a fare la differenza o comunque ad aiutare la mia squadra sono la persona più felice del mondo".

- Sei del 2000, giovane certo ma mostri in campo grande lucidità e maturità. Per questo Novara - secondo te - l’ultimo posto in classifica è davvero il posto che si merita? Una posizione frutto di mancanza di esperienza nella squadra oppure semplicemente bisogna imparare a tirar fuori capacità che sono solo nascoste? 

"Secondo me non meritiamo l’ultimo posto in classifica perché abbiamo dimostrato anche nelle partite che magari sono finite malissimo di creare tanto e di poter fare molto di più; siamo stati tanto sfortunati però nella maggior parte delle partite, a parte quelle in cui siamo stati molto sotto tono come Padova. Secondo me abbiamo dimostrato che giocavamo contro delle squadre che non dimostravano di avere 10, 15, 20 punti più di noi, com'è successo a Mantova in una partita quasi perfetta contro la prima in classifica. In campo non si è vista questa differenza. Piano piano possiamo uscire da questo periodo, anche se non sarà semplice".

- Sei stato negli spogliatoi sia sotto il lavoro di Buzzegoli che di Gattuso. Che differenza a livello tecnico hai potuto notare, se l’hai notata, tra i due allenatori? 

"Sicuramente cambia molto l’esperienza: Gattuso allena da tanti anni, Buzzegoli era alla seconda esperienza. E’ il “classico” nuovo allenatore, basano il loro gioco sulla costruzione dal basso e questo sicuramente mi ha lasciato - e ci ha lasciato - tanto a livello di gioco con la palla. Con Gattuso siamo diventati un po' più “sporchi” e i risultati stanno arrivando".

- E' tuo uno dei gol - su rigore - che ha portato alla prima vittoria stagionale, in uno scenario nazionale in cui i calci di rigore non vanno sempre secondo i piani, come è successo a Jorginho con la maglia dell’Italia, seppur senza compromettere il risultato. Il suo procuratore ha dichiarato, per alleviare il peso dell’ennesimo errore, che oggi è più facile sbagliarlo che farlo, a causa della preparazione tecnico-tattica elevata dei portieri. Tu cosa ne pensi?

"Sì, sono d’accordo perché adesso i portieri studiano tutto, magari ogni squadra ha un rigorista che calcia come Jorginho quindi a quel modo di calciare, che è stato studiato negli ultimi anni, i portieri sono preparati. Nel modo in cui ho calciato domenica e nel modo in cui calcio, i rigori sono una vera e propria lotteria perché io scelgo un alto, cerco di angolarla il più possibile e quindi è diverso. Nel suo caso lui non sa dove tirare fino all’ultimo e se trovi un portiere bravo è difficile fare gol. Nel mio modo posso calciare bene io o può parare bene il portiere".

- Con chi hai legato di più tra i tuoi compagni? 

"!Devo dire la verità, siamo un buon gruppo, non ci sono gruppetti. Fuori dal campo forse con Bonaccorsi perché le nostre ragazze sono molto amiche".

- Perché hai scelto il numero 33? 

"E’ la data di nascita di mio nonno".

Cuore, anima e cervello. Bravo Ludovico.

 

Alice Previtali

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