Editoriale Azzurro - Il 3-5-2 secondo Alice

Non esiste metodo di gioco perfetto. Ma il Novara FC ha scelto il suo: il 3-5-2. Indispensabile in questo metodo di gioco riempire gli spazi vitali del campo in cui spiccano i ruoli degli esterni, in questa modalità di gioco in rilievo e indispensabili, sia in fase offensiva che difensiva. Nella fase di non possesso palla la linea arretrata può arrivare a 5 elementi costituendo la superiorità numerica grazie al blocco dei tre mediani e al lavoro dei due esterni di centrocampo, un modulo iperdifensivo ma non solo.
Il centrocampo supportato dalla salita di uno dei due centrali difensivi rende efficace il pressing in tutte le zone del campo così come le coperture preventive quando uno dei due centrocampisti arriva a compiere un'azione offensiva. Come tutti i moduli di difesa a 3 è fondamentale che gli esterni di centrocampo siano dotati di buona corsa e resistenza fisica.
La retroguardia è composta da tre difensori centrali che devono essere fisicamente prestanti, rapidi, forti nei duelli e precisi nei passaggi, solidi e coordinati perché se uno dei due commette un errore la vulnerabilità difensiva potrebbe lasciare grandi e pericolosi spazi nella zona a rischio, con possibilità di azione per gli avversari. Il gap avviene quando una mancata copertura dei laterali può creare inferiorità numerica e spazi molto ampi, accentuando la possibilità di azione del nemico sportivo.
L'offesa è generata da due attaccanti, uno centrale e un secondo attaccante sebbene si possa scegliere di utilizzare solo un attaccante centrale incaricato di tenere occupati i difensori avversari centrali mentre il secondo attaccante ha la libertà di muoversi nel fronte di attacco. Le punte devono sempre essere supportate dal reparto centrale e l'intesa tra loro deve necessariamente essere perfetta.
Il 3-5-2 è il modulo prediletto da Antonio Conte con cui ha ottenuto grandi successi con Juventus, Chelsea e Inter e la squadra nerazzurra con Simone Inzaghi lo continua ad utilizzare, d'altra parte il piacentino lo ha scelto anche quando allenava la Lazio. Un modulo che necessita di automatismi ben precisi, è molto flessibile tatticamente perché consente di cambiare a seconda delle esigenze di gioco. Tanto e tanto criticato nella stagione scorsa quando lo sceglieva mister Marco Marchionni, allora allenatore del Novara FC e tanto voluto oggi dal gruppo di Pietro Lo Monaco più che da mister Gattuso che ne parla così in conferenza stampa (pre partita contro la Giana Erminio): "È una linea dettata, su cui è stato fatto il mercato. Mi è stato chiesto di rispettare quella linea tattica. Non nascondo che qualcosa sul 4-4-2 avevo provato perché abbiamo dei quinti e degli esterni importanti anche di qualità, come Kerrigan che ha spesso giocato da esterno in un centrocampo a 4 e Donadio che ricoprirebbe bene quella zona di campo". Se però Kerrigan trova spazio anche nel quintetto di centrocampo nel modulo prescelto a costituire il muro garante dell'inaffondabilità del Novara, riuscendoci anche molto bene, l'attaccante azzurro lo spazio lo trova solo nell'ultima parte della partita, senza aver tempo per dare il meglio di se’.
Considerando che il “tallone di Achille” del Novara era e rimane l'attacco, poco incisivo e zoppicante, e l'incapacità di finalizzare le azioni rispetto alle belle occasioni che è in grado di creare, tenere in panchina un Agamennone-Donadio che potrebbe tranquillamente bucare il “tallone” con lucidità e dialettica di campo, o almeno provarci, per sfatare una leggenda che non puo’ avere più tempo di essere, è un vero e proprio peccato soprattutto se si tratta di un giocatore con il numero 10 sulla schiena.
