Il meglio deve ancora venire - I AM CALCIO ITALIA

Il meglio deve ancora venire

Esultanza
Esultanza
NovaraSerie C Girone A

Ci sono cavalcate diverse dalle altre. Ci sono verdetti che sono semplicemente la dimostrazione di ciò che si è capaci di fare e di dare. Ci sono partite che si considerano come svolta.

Una partita attesa quella di ieri che ha visto il Novara FC correre nel manto verde di casa a tenere testa con orgoglio ad una squadra favorita come il Vicenza, per meriti e lodi dei singoli, una squadra complessivamente superiore alla serie in cui gareggia. La squadra azzurra di capitano Bertoncini ha potuto dimostrare al di là delle partite precedenti, livellate rispetto ai talenti e alla riuscita delle prestazioni, di saper gestire e incupire anche un gruppo di giocatori rodati ed esperti, lontani dalla media del campionato, abituati a giocare un calcio potenzialmente bello e non incalzato da sbavature di imprecisione.

Forse è la svolta, il momento cruciale in cui quella tanto nominata asticella si è davvero alzata, non a parole, non a bugie ma per davvero. Si capiva forse già dall’abbigliamento con cui si è presentato mister Giacomo Gattuso: generalmente in mise sportiva con l’aggiunta del suo indimenticabilmente maglioncino rosso sulle spalle, questa volta percorre il campo con outfit elegante, abito scuro e camicia bianca slacciata quanto basta per agevolare la fuoriuscita dell’ansia del match di anticipo della 12^ giornata. Uno stile azzeccato, come la formazione schierata in campo diversa, ancora una sorpresa, una perplessità, un dilemma agli occhi degli spettatori che si è dimostrata per l’ennesima volta, una scelta di classe, a compensare non solo le mancanze di alcuni giocatori in panchina per malesseri vari ma una nuova ventata di gelo per gli avversari che hanno cercato inutilmente di oltrepassare una difesa murata per 90 minuti.                                                                                            Una giacca elegante a festeggiare anche il ritorno di Filippo Lorenzini, presente finalmente in panchina. “Ragazzo d’oro” come lo ha definito “Jack”, rientra dopo problemi fisici che lo hanno tenuto lontano dal campo, ha ottenuto l’idoneità agonistica ricevendo la sua prima convocazione stagionale.

E tra la finezza degli outfit e dei passaggi di palla ci accorgiamo di quanto l’abitudine uccida spesso l’imprevedibilità del momento, di quanto poi una volta che impariamo il piacere della sorpresa - una sorpresa pensata, ovviamente- non vediamo l’ora di riprovarla, seppur diversa, seppur da cardiopalma, ideata da un allenatore che sta conquistato anche la fiducia degli scettici e che riesce a incanalare lo splendere individuale -tipico di ogni calciatore, diciamolo- in un binario di consapevolezza di essere sostituibile, mettendo fine all’invincibilità di ognuno per creare finalmente una squadra.

Allora è forse proprio arrivato il momento di cambiare lo stile, che il meglio deve ancora venire.

Alice Previtali

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