L'ex Presidente Marco La Rosa ci racconta - I AM CALCIO ITALIA

L'ex Presidente Marco La Rosa ci racconta

L'ex Presidente La Rosa
L'ex Presidente La Rosa
NovaraSerie C Girone A

Marco La Rosa, ex Presidente del Novara FC, si dimette dalla società azzurra a febbraio di quest’anno cedendo il suo 34% di quote alla famiglia Boveri. L’ex presidente era entrato in società nel dicembre 2023, insieme appunto a Fabio Boveri, suo fratello Fabrizio e a Pietro Lo Monaco (costretto a lasciare il ruolo di Direttore Generale per divergenze societarie nel 2024).

Che cosa sia realmente accaduto ha deciso di raccontarcelo in una chiacchierata che ripercorre i due anni di esperienza a Novara e che non tralascia il commento sulle varie operazioni di calciomercato.

- Buongiorno signor La Rosa, intanto la ringraziamo per averci scelto come canale per raccontarsi ai tifosi che l’hanno vista allontanarsi dalla società a febbraio. Ora, dopo mesi di silenzio, qual è la prima cosa che vuole dire?

Desidero innanzitutto esprimere la mia gratitudine: dopo sei mesi ho finalmente l’occasione di ringraziare i tifosi, i componenti del Consiglio Di Amministrazione e tutti i novaresi che ho avuto il piacere di conoscere. Sono stato accolto con grande calore e questa esperienza mi ha arricchito sia dal punto di vista umano che professionale.

- Ci vuole raccontare il motivo del suo allontanamento dalla società azzurra?

Il mio percorso si è interrotto dopo che il Consiglio Di Amministrazione ha deciso di allontanare Lo Monaco. In quel momento mi erano state fatte delle promesse da Fabrizio Boveri: avremmo dovuto lavorare insieme fianco a fianco, ma purtroppo quelle promesse non sono state rispettate. Questo è stato il vero motivo del mio allontanamento: da allora nessuno ha risposto alle mie chiamate. Entro il 16 dicembre avevo comunque rispettato tutti gli adempimenti sia burocratici che finanziari, come confermato dallo stesso Consiglio Di Amministrazione, ma successivamente sono stato escluso da ogni decisione societaria. L’obiettivo era evidentemente quello di indurmi a lasciare la società. Sono rimasto Presidente fino al mese di febbraio, ma a quel punto ho deciso di cedere perché non condividevo più la gestione generale della società.

- In particolare cosa non condivideva?

Non ho condiviso le strategie adottate, in particolare quelle del direttore sportivo Federico Boveri in sede di calciomercato, e ritengo che i fatti abbiano confermato le mie perplessità: ho lasciato la squadra in piena zona playoff, traguardo che purtroppo non è stato centrato a fine stagione. Nel mercato invernale, infatti, sono stati effettuati ulteriori acquisti poco lungimiranti: diversi giocatori Under non riconfermati a giugno e altri Over legati da contratti pluriennali che sono stati poi ceduti o messi fuori rosa. Questo ha reso ancora più difficile costruire una squadra coesa e con prospettive future. Va anche sottolineato che i problemi tecnici hanno origine ben prima del mercato di gennaio. Già a giugno dell’anno precedente, infatti, ad una rosa di 13/14 giocatori che avevano conquistato una salvezza difficile dimostrando grande coesione di gruppo, sono stati aggiunti elementi che nella maggior parte dei casi non si sono rivelati all’altezza. Molti di loro, a dicembre, sono stati poi ceduti o messi fuori rosa, facendo perdere tempo prezioso per dare continuità a una squadra che aveva già mostrato valori importanti.

- Dopo di lei è stato esonerato anche mister Gattuso, il motivo è affine a ciò che ci ha appena raccontato ovvero acquisti poco fruibili e professionalmente poco affidabili?

Per quanto riguarda mister Gattuso, parliamo di una persona seria, competente, altamente professionale e molto stimata dalla piazza. Mi viene da pensare che probabilmente il motivo del suo allontanamento dalla squadra risieda proprio nel fatto che neanche lui abbia condiviso le scelte tecniche del direttore sportivo, scelte che – come accennato prima – hanno oggettivamente indebolito la squadra. In definitiva, mi sento di dire che negli ultimi 12 mesi si è sprecato quanto di buono era stato costruito nei primi 6 mesi della nostra gestione.

C’è qualcosa di Novara che gli è rimasto impresso, al di là del calcio?

Ci tengo a raccontare un aneddoto avvenuto in occasione della Santa messa a cui ho partecipato con la squadra in occasione di San Gaudenzio. La benedizione di un mio oggetto personale mi ha toccato nel profondo ed è un ricordo che porterò sempre con me. Infine, non posso non ricordare con grande affetto il nostro caro direttore, Christian Argurio, una persona davvero speciale con la quale ho condiviso tanti bei momenti. Resto grato per l’esperienza vissuta e porto con me il ricordo dell’affetto e della passione dei tifosi che meritano sempre rispetto, chiarezza e trasparenza.

Alice Previtali

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