Non tutto si conquista correndo - I AM CALCIO ITALIA

Non tutto si conquista correndo

Il Novara FC
Il Novara FC
NovaraSerie C Girone A

Imprevedibilità, onde di probabilità, fluttuazioni quantistiche, principio di indeterminazione, tunnel probabilistici, caos, interferenze, decoerenza. Da qualsiasi parte la si guardi, se dovessi definire il periodo dallo scorso agosto ad ora del Novara FC, comprese le implicazioni contingenti, non lo definirei in nessun altro modo.

C'é però sempre una lezione che gli avvenimenti mutevoli nascondono e sta proprio lì, nella capacità di coglierla, la base per ristabilire gli equilibri ballerini.          

Ho capito, ad esempio che non tutto si conquista correndo e che se corri per obbligo e dovere, per catapultare il risultato ad esempio, inseguire il nemico o scappare dai fantasmi, significa che sei già in ritardo.

L’ anticipo è una decisione, una scelta mentale, un laitmotiv che ci riporta ad una manciata di secondi prima dello scoppio della guerra. Quella manciata di secondi che ti salva la vita. Prima di un incendio, ad esempio. È il fiuto canino per i fuochi d'artificio, la mela mangiata dell'Eden, la vibrazione del telefono prima dello squillo.

Ho capito che la vera differenza non risiede tanto nell'investire su corridori instancabili ma piuttosto scegliere - e riscegliere - coloro che sanno leggere la situazione prima che accada, con mezzo secondo di preavviso rispetto agli altri come il lampo prima del tuono, prima dei compagni, degli avversari o di chi possa stilare un giudizio a sproposito.

Chi corre, chi rincorre, chi cade, chi scivola, chi aspetta. C'è chi ha forza, chi i muscoli, chi un passato eloquente. Poi c'è chi è già lì quando l'azione nasce dove la forza, i muscoli, il passato non servono. L'anticipo è controllo, intelligenza, sinapsi in continua rinascita. La lettura precedente all'azione scampa la necessità di correre, soprattutto ai ripari. 

Proprio in quel momento lì, la coscienza è interamente libera da vincoli e per questo la nostra capacità di perfezione aumenta. I filtri cerebrali si dissolvono e la possibilità di ricevere una larghezza di banda della realtà è infinitamente maggiore.

È il palcoscenico delle menti che hanno colto il barlume fugace di qualche luce divina che nessun altro riusciva a scorgere. Sono loro, quelli che ci mettono sempre una pezza, quelli che pensano a come impedire al mondo - e alla piazza - di saltare in aria.

Ho capito proprio questo. 

Che colui che ha visto il leone ruggire non gioca allo stesso modo di chi lo ha solo sentito.

Alice Previtali

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