Radovanovic e Yamga contro il razzismo

Il centrocampista Ivan Radovanovic e l’attaccante della Primavera gialloblù Kevin Yamga sono stati i protagonisti dell’incontro “Il Calciastorie” organizzato oggi all’Itis Marconi di Verona da Lega Serie A e Uisp, per diffondere tra i giovani la cultura dell'integrazione e della tolleranza attraverso il calcio. Lotta al razzismo e a ogni forma di discriminazione nella società odierna: è stato questo il tema approfondito dai due giocatori del ChievoVerona insieme ai giornalisti Matteo Marani, Gianluca Tavellin e ai ragazzi dell’Istituto scaligero.
Queste le dichiarazioni di Radovanovic e Yamga.
Ivan Radovanovic: “In campo quando giochiamo non mi è mai successo di ascoltare un insulto razzista e di certo io non mi permetterei mai di farlo. Chi lo fa non deve giocare a calcio. Quando senti dal campo che sugli spalti ci sono insulti razzisti è inconcepibile: chi si rende protagonista di questi gesti per me non dovrebbe più poter entrare negli stadi.
Sono stato molto contento quando ho saputo dalla mia società di poter partecipare a questo incontro. Quando sono arrivato all’Atalanta avevo 18 anni e posso dire di essermi trovato benissimo in Italia. Tutti si sono comportati bene con me e questa è una scelta che rifarei. Non è stato facile: ero giovane, sono arrivato da solo, ma ho potuto mandare un po’ dei miei primi risparmi da giocatore alla mia famiglia e sono orgoglioso e contento di quello che ho fatto in Italia e delle persone che ho conosciuto in Italia.
Con i ragazzi di colore con i quali gioco e ho giocato in passato ho sempre avuto bellissimi rapporti e con molti di loro è nata anche una sincera amicizia. Con Malick Mbaye, che tutti ricorderete come uno dei protagonisti della Primavera del ChievoVerona dell’anno scorso, ci sentiamo al telefono tutti i giorni, anche adesso che è al Carpi. Ma penso anche a Dramè e Obinna: l’anno scorso hanno portato allegria in spogliatoio e sono sempre stati ragazzi positivi. Non mi è mai capitato nella mia carriera di sentire un mio compagno pronunciare frasi razziste: se dovesse succedere avrei uno scontro con lui perché non tollero queste cose”.
Kevin Yamga: “Io sono arrivato in Italia a 15 anni, da giovanissimo. Vivo qui a Verona e posso solo parlare bene di questa città e dei suoi abitanti perché mi hanno sempre trattato con rispetto. Tra noi giocatori non esistono problemi di razzismo. In squadra siamo in tanti di diverse Nazioni o religioni ma abbiamo tutti un obiettivo comune: provare a diventare giocatori professionisti e, per quanto ci riguarda, difendere fino all’ultimo secondo utile lo Scudetto Primavera che abbiamo conquistato con tanta fatica l’anno scorso. Per noi è un orgoglio avere lo Scudetto cucito sul petto e faremo di tutto per onorarlo fino alla fine”.
fonte chievoverona.it
