Due chiacchere con... Giuseppe Minini

Domenica la Nuova San Paolo ha vinto 2-1 contro il Lograto, ma per qualcuno è stata una domenica speciale: Giuseppe Minini ha disputato la sua 500a panchina con i biancorossi e Iam Calcio Brescia l'ha intervistato dagli albori della sua carriera fino ad oggi.
Giuseppe, ti va di raccontare la tua esperienza da giocatore?
«Ho fatto un paio di anni negli Esordienti della Verolese, poi sono passato alla Cremonese fino ai Giovanissimi, successivamente mi hanno ceduto alla Juventus per due anni prima di far ritorno a Cremona, facendo un anno di Primavera. Ma le cose non andavano perché non riuscivo a dare l'ultimo passo.»
Dove ha iniziato, dopo aver abbandonato il calcio giocato, a tua prima esperienza da allenatore?
«Sono andato a Borgo San Giacomo cominciando dai piccoli, l'anno successivo si è fusa con Villachiara dove ho fatto una bella esperienza»
Poi nel 1999 arriva la chiamata del San Paolo.
«È stata una cosa casuale. Io stavo tornado a casa in bicicletta, il presidente andava in macchina e mi disse: "Ti va do allenare il San Paolo?" e io gli risposi di sì al 99% perché avevo già una dato con il Villachiara. Perciò ho parlato con loro e non ho avuto nessun problema e ho iniziato al San Paolo: nel primo anno abbiamo vinto il campionato passando dalla Terza alla Seconda».
Nel 2004 abbandoni la panchina della prima squadra per quella giovanile.
«È stata una scelta personale, nella prima squadra è subentrato un altro allenatore che ha portato la squadra in Prima Categoria»
Dopo due anni ritorni alla prima squadra.
«Diciamo che ha scelto ancora il presidente e ci siamo salvati ai playout di Prima Categoria contro il Borgo: è stato il momento che mi piace ricordare, perché era un bel gruppo di giovani»
Se c'è stata una pagina indimenticabile, hai anche un momento che vorresti dimenticare.
«Abbiamo fatto un anno in Seconda Categoria, erano giovani di San Paolo, giocavamo bene, ma eravamo in bassa classifica: avevo pensato deciso di dimettermi, ma il presidente non le ha accettate e quindi sono andato avanti»
Fino a raggiungere quota 500 panchine.
«Questa ricorrenza l'ho saputa qualche giorno tramite testate giornalistiche, poi ho visto che i miei giocatori volevano farmi una sorpresa: è stata una bella festa coronata con la vittoria ottenuta domenica contro il Lograto»
Pensavi di raggiungere 500 presenze nella panchina della stessa squadra?
«Non ho mai pensato ad una cosa del genere»
Com'è gioca la tua squadra?
«Dobbiano aeguarci ai giocatori che abbiamo, però giochiamo sempre con il 4-4-2 con centrocampo a rombo con un trequartista un po' più alto in modo da supportare le due punte, che sono veloci, bravi e anomali, nel senso che giocano solo sulle ripartenze»
Siete al secondo posto a sette punti dal Verolavecchia: è ancora aperto il campionato?
« Per me è già chiuso quando abbiamo perso proprio contro il Verolavecchia, e da lì il distacco era di dodici punti, ed eravamo secondi, così come adesso»
Questo piazzamento era in linea con le tue aspettative?
«Mi aspettavo un campionato del genere perché sono due anni ho sempre la stessa squadra con un paio di giocatori che cambiamo ogni anno. Facevamo un campionato da retrocessione all'andata, 16-17, e al ritorno quello da vincere il campionato, tipo 30 punti. L'anno scorso abbiamo deciso di cambiare mentalità, con l'obiettivo di andare ai playoff, anche non giocando bene»
Quale sarà il tuo futuro?
«Adesso ho raggiunto questo traguardo che mi dà stimoli per proseguire. Fino a qualche giorno fa volevo lasciare il posto ad altri perché penso che sia una cosa giusta, però ci giochiamo i playoff e c'ho ancora la stima del presidente...»
