Il personaggio della settimana: Luca Piraccini - I AM CALCIO ITALIA

Il personaggio della settimana: Luca Piraccini

Luca Piraccini, capitano del Borgomanero
Luca Piraccini, capitano del Borgomanero
NovaraSerie D Girone B

Il clamore della vittoria ottenuta domenica sul campo della prima in classifica non si è ancora sopito che in casa Borgomanero si guarda già avanti, alla prossima gara, quella casalinga con l'Alzano Cene, diretta concorrente nella lotta salvezza. Da qui parte la nostra chiacchierata con Luca Piraccini, uomo copertina di questa settimana che con la sua tripletta ha contribuito in maniera corposa a stendere sul campo, come un novello Davide, il gigante Golia, alias Pro Piacenza: "Abbiamo ottenuto una gran bella vittoria domenica, anche perché andare sul campo della prima in classifica e tornare a casa con i tre punti non è cosa di tutti i giorni". L'attaccante agognino analizza il momento della squadra che dall'inizio di febbraio, dalla vittoria al "Comunale" con il Legnago, non sta più sbagliando un colpo: "Bisogna ammettere che è un po' girata anche la fortuna, anche considerando che l'avvio di stagione non è nato certo sotto una buona stella. Ma conta molto anche l'amalgama che la squadra ha saputo creare e che, unito al grande lavoro che tutta la rosa ha sempre continuato a fare sul campo, sta portando i frutti sperati. Ora però non bisogna mollare il colpo, perché la gara di domenica è ancora più importante della trasferta di Piacenza: bisogna ottenere i tre punti e sperare che davanti non continuino a correre al ritmo tenuto fino ad ora". Eh sì, perché quelli in palio domenica saranno punti pesanti che valgono doppio sia per il morale che a livello di classifica. Una classifica che è migliorata anche grazie all'impegno e al lavoro del nuovo tecnico, Giuliano Melosi, come non esita a riconoscere Piraccini: "E' indubbio che il mister abbiamo portato una ventata d'aria nuova; oltre al lavoro sul campo a cui Melosi crede molto, i risvolti positivi si sono avvertiti anche a livello psicologico. Ora scendiamo in campo con più tranquillità e le cose vengono di conseguenza".

Anche a livello personale, la stagione 2013-14 segna una linea di confine tra quello che è stato il vecchio Piraccini e il giocatore che adesso, indossando la fascia di capitano, ha preso più consapevolezza delle proprie responsabilità e ha cominciato ad essere più influente anche sottoporta. 11 gol fino a questo momento per un giocatore che mai prima d'ora aveva segnato così tanto: "Credo che in questo cambiamento abbia influito positivamente anche il cambio di ruolo - ammette l'attaccante del Borgomenero - perché stare più vicino alla porta dà maggiori possibilità di andare in rete. Nelle mie precedenti esperienze ho sempre giocato più largo sulla fascia, dove forse c'era più possibilità di fare assist per i compagni, ma meno di andare alla battuta in prima persona. In questa crescita ha però contato anche la voglia di ritrovare stimoli e minuti in campo dopo qualche stagione storta, come quelle vissute a Como e Ravenna. Avevo bisogno di maggiore continuità dopo due anni passati quasi interamente a guardare gli altri giocare e mister Melosi è stato per me fondamentale anche in questo, per avermi dato fiducia e fatto sentire importante all'interno del gruppo". Talmente importante da consegnare a Piraccini la fascia da capitano che il giocatore sfoggia in questa stagione: "E' stato un insieme di fattori che mi hanno portato ad indossarla: prima di tutto la squadra è molto giovane ed io in rosa sono uno dei giocatori, per così dire, di maggiore esperienza. E poi ho già giocato qualche stagione qui a Borgomanero, sia l'anno passato che nelle giovanili. Ma il fatto che il mister abbia fatto ricadere su di me questa scelta non può che riempirmi d'orgoglio e spingermi ad impegnarmi con tutte le mie forze ad aiutare ancora di più i miei compagni per migliorarci tutti insieme".

Il campionato del Borgomanero sta volgendo al bello in una maniera che dopo le prime otto giornate, con i rossoblù relegati all'ultimo posto con un solo punto, in pochi potevano immaginarsi. Ma l'ultimo mese e mezzo di gare sarà necessario per completare l'opera e raggiungere la salvezza, possibilmente senza passare dalle "forche caudine" degli scontri playout. "La chiave - prosegue Piraccini - starà sicuramente nel fare bene negli scontri diretti: dovremo affrontare in casa squadre come Alzano Cene e Darfo Boario e poi c'è ancora il derby con il Gozzano. Credo che la salvezza diretta a questo punto dipenda da noi e sarebbe un peccato, dopo aver fatto questa bella rimonta, non portarla a compimento. In più giocare uno spareggio in gara secca è sempre un rischio e mi dispiacerebbe ancora di più se l'avversario di questo confronto diventasse il Gozzano. Anche loro hanno un'ottima squadra che è rimasta invischiata inaspettatamente in questo lotta salvezza e per cui credo abbiano tutte le carte in regola per salvarsi, come le ha il Borgomanero".

Per un giocatore che ha vissuto il trionfo della scorsa stagione nella lunga lotta serrata con lo Sporting Bellinzago che ha promosso i rossoblù sul filo di lana è difficile non notare le differenze che corrono tra il campionato di Eccellenza e l'attuale girone di serie D: "La grossa differenza sta nei confronti con le piccole squadre: l'anno scorso, in Eccellenza, si sapeva che c'erano tre o quattro squadre di livello superiore, mentre le altre giocavano quasi un campionato a parte. Bisognava non perdere punti con le piccole e farsi trovare pronti agli scontri diretti, perché erano poi quelli che avrebbero deciso una classifica che ha trovato il suo compimento definitivo nelle ultime giornate. La serie D, e il nostro girone in particolare perché già nell'altro raggruppamento vicino a noi le cose cambiano, è molto equilibrato e non esistono le squadre materasso; ogni domenica devi scendere in campo con convinzione e al massimo della forma fisica e mentale, perché dietro ad ogni angolo possono nascondersi gli ostacoli".

Ma Piraccini è anche figlio d'arte dato che il papà, Rinaldo, ha vissuto la sua onesta carriera calcando anche i campi di serie A (16 presenze nella Lazio, stagione 1983-84) e B (Foggia, Pistoiese e Modena); cosa che a Luca finora non è riuscita, essendo arrivato al massimo in C1 con le maglie di Novara e Como. Ma la speranza è sempre l'ultima a morire e Piraccini non chiude le porte alla Provvidenza: "Mi rammarico molto per come sono andate le cose negli ultimi anni della mia carriera, quando, per alcune scelte sbagliate, ho perso dei treni importanti. Avrei potuto siglare tre anni di contratto con il Novara come mi era stato prospettato, ma, mal consigliato, ho opposto un rifiuto a questa offerta e scegliendo destinazioni che mi hanno portato fuori dal giro. Ora ho 27 anni e mi rendo conto di non essere più giovanissimo, ma l'ambizione di tornare a giocare per qualche anno a livello professionistico rimane, mi piacerebbe molto poterci riprovare, anche se ora la mia realtà è il Borgomanero e ai rossoblù rivolgo tutti i miei pensieri".

Per finire non può mancare un accenno ai campionati dilettantistici della nostra zona che Piraccini segue, "anche perché al momento sono i campi su cui sto giocando e quindi è normale informarsi". Tra l'altro a Stresa gioca Andrea, fratello di Luca e come lui in lotta per un traguardo importante, la promozione in Eccellenza: "Seguo lo Stresa, sia perché è la squadra di Andrea, ma anche perchè è la società del mio paese. Credo che la squadra si stia comportando benissimo sul campo, ha ambizione così come la società che è seria e stabile, cosa che al giorno d'oggi non è poi così scontata. Sono loro tifoso e spero con tutto il cuore che possano vincere il loro campionato". Anche l'Eccellenza viene guardata con occhio particolare "perché nella Pro Settimo gioca il mio grande amico, nonché ex compagno di squadra della scorsa stagione, Jacopo Zenga. Sarà una dura lotta fino alla fine anche quest'anno, Pro Settimo e Sporting Bellinzago probabilmente si equivalgono, anche se ad inizio stagione avevo già puntato sui torinesi. Ora però l'infortunio di Zenga rimescola le carte e non so esprimermi su come finirà. Probabilmente dovremo attendere le ultime giornate come successo l'anno scorso e chi avrà più meritato sarà la squadra che alla fine prevarrà".

Carmine Calabrese