Un giovane novarese in Lega Pro

Salto nel professionismo per un giovane di scuola gaudenziana che, cresciuto nella Berretti di Giacomo Gattuso, si accasa in prestito alla Carrarese, compagine toscana di Lega Pro. Paolo Migliavacca, appena tornato a Novarello dopo l'esperienza doppia divisa tra Renate (una presenza in Lega Pro) e Folgore Caratese (12 presenze in serie D nella seconda parte della stagione), ha firmato nella giornata di ieri per la Carrarese ed è già in procinto di raggiungere la Toscana per iniziare la sua nuova esperienza nella terza serie nazionale che potrebbe essere un trampolino per il ritorno a Novara da protagonista (gli azzurri hanno mantenuto il controllo del suo cartellino e ne monitoreranno le prestazioni) o per spiccare comunque il volo verso il calcio che conta.
Migliavacca, classe '96 che parte preferibilmente nella posizione di terzino senza fare distinzioni tra destra e sinistra e vanta anche due esperienze nelle categorie dilettantistiche novaresi con le casacche di Gozzano e Sporting Bellinzago, è stato raggiunto per qualche semplice domanda subito dopo la firma sul contratto con la Carrarese:
- Paolo, nuovo prestito in Lega Pro per fare esperienza, ma con la speranza di ritornare un giorno a Novara: come vivrai questa avventura toscana?
"Sì, la speranza è quella di riuscire ad impormi un giorno con la maglietta del Novara, ma ora non ci penso, non è quello che importa in questo momento. Il mio pensiero è rivolto solamente a far bene con la Carrarese in questa stagione: anche se non vado in Toscana per divertirmi ma per giocare a pallone, non posso negare che vado in una regione meravigliosa che mi permetterà sicuramente di vivere questa esperienza nel migliore dei modi".
- Cosa ti porti dietro delle esperienze di Gozzano e Sporting Bellinzago, con cui ti sei fatto conoscere al grande pubblico?
"Dell'esperienza di Gozzano non potrò mai dimenticare la figura di mister Falsettini che mi ha fatto crescere tantissimo: se ho rinnovato a Novara devo dire grazie anche a lui. Di Bellinzago ho ancora più ricordi, dalla società meravigliosa a tutti i compagni di squadra e allo staff con cui ho condiviso quella stagione che ci ha portato alla promozione tramite i playoff. Mi dispiace che una società come lo Sporting Bellinzago non sia riuscita ad iscriversi tra i professionisti nonostante avesse vinto il campionato di serie D".
- Hai assaggiato per la prima volta la Lega Pro a Renate nella scorsa stagione, prima del passaggio nel corso dell'anno alla Folgore Caratese: com'è stato l'approccio con i professionisti?
"Per la verità la prima vera esperienza l'ho avuta con la maglia del Novara quando ho esordito in Coppa Italia di Lega Pro contro il Como. A Renate non mi sono trovato benissimo, anche perché ero l'ultimo arrivato e il mister non mi vedeva, dandomi poche possibilità. Quando è così è tutto più difficile e, se contiamo che ci si è messo di mezzo anche l'infortunio che mi ha tenuto ai box per quattro mesi quando stavo cominciando ad ingranare, ecco che il quadro è completo".
- L'approdo a Carrara ha tutta l'aria di essere solamente un passaggio nella tua ascesa verso il grande calcio: che obiettivi ti poni?
"Non mi ritengo presuntuoso, quindi non è il caso di porsi degli obiettivi a lungo termine. Certo, la speranza è quella di arrivare il più in là possibile, avendo la consapevolezza di fare comunque la cosa più bella del mondo".
