Mantova FC: non c’è pace in Viale Te

Nelle file del Mantova FC la tranquillita’ a livello societario è sempre un miraggio. Con la formazione biancorossa che nelle ultime settimane ha accusato qualche battuta d’arresto, peraltro in alcuni casi immeritata, nella stanza dei bottoni societaria regna il caos, con pesanti accuse reciproche tra i soci di maggioranza romani e quelli di minoranza bresciano/mantovani e con minacce di adire alle vie legali per risolvere la questione relativa al versamento di quanto dovuto per onorare gli impegni assunti fino ad oggi e peraltro sempre rimandata dai Folgori e De Santis.
Che la vendita della maggioranza a questa “cordata” sia stata da subito perlomeno strana e ricca di dubbi, questo è ormai un dato di fatto ed anche la nostra testata ne ha spesso e volentieri contestato modi , forma e soprattutto contenuti, ma che si raggiungesse questa vergognosa lotta da “tutti contro tutti”, nemmeno il piu’ pessimista tra i tifosi ed addetti ai lavori poteva ipotizzarlo.
A corollario di tutto cio’ la mancata ratifica, fatta recapitare in sede dalla FIGC di Roma, relativa all’acquisto delle quote societarie da parte di questa fantomatica “cordata” e quindi con l’invito entro breve tempo a regolarizzare il tutto, pena l’esclusione dal prossimo torneo 2017/2018 di Lega Pro.
Noi non sappiamo da che parte stia la ragione, anche se abbiamo le nostre idee ben spiegate nei nostri precedenti articoli, certo è che oltre alla diffidenza che abbiamo verso i nuovi “padroni” romani, anche i venditori bresciani hanno la loro bella responsabilità, in quanto non ci riusciamo a capacitare come imprenditori di livello come loro e ben a conoscenza di determinate problematiche economico-finanziarie, si possano essere lasciati “uccellare” come da loro riferito in una vendita fantasma.
Permetteteci signori ma qualcosa non quadra ed è palese che la chiarezza manca sotto tutti i punti di vista. In tutto questo chi ci rimette sono i tifosi, che nonostante l’incertezza e la pantomime societarie hanno sottoscritto gli abbonamenti contribuendo non poco, con i loro soldi anticipati “al buio”, al pagamento degli stipendi di Giugno-Luglio ed Agosto. Forse a qualcuno sfugge che Mantova ed i suoi tifosi non hanno l’anello al naso e sono già “svezzati” da anni nei quali alla gloriosa società biancorossa si sono avvicinati personaggi di dubbia solidità, in alcuni casi provocandone disastri economici. Sarà un caso ma solo quando c’è stata una società vera, prima con il prima contestato poi osannato Castagnaro e poi con Lori (fallito non solo per colpe sue), il Mantova ha veleggiato in categorie consone al suo blasone ed alle potenzialità di una piazza che da oltre 100 anni vive in simbiosi con la sua squadra di calcio. Il rischio è che questa simbiosi si spezzi irrimediabilmente ed allora raccoglierne i cocci sarebbe impresa titanica.
