Claudio Dotti, il principe del gol - I AM CALCIO ITALIA

Claudio Dotti, il principe del gol

Claudio Dotti, att. Casaglio
Claudio Dotti, att. Casaglio
Brescia3ª Categoria

Il Casaglio quest'anno non è riuscito a raggiungere l'obiettivo dei playoff de girone A, tanto che ha chiuso solamente all'ottavo posto.

Ma per la formazione di Regola c'è una piacevole nota positiva in questa stagione: quella di avere tra le mani un attaccante dal fiuto del gol.

Stiamo ovviamente parlando del capocannoniere Claudio Dotti.

Claudio quanta soddisfazione c'è stata nel sapere che hai vinto la classifica marcatori?

"Per un attaccante la classifica marcatori è il primo obiettivo personale, vincerla non fa altro che darti maggiore sicurezza nei propri mezzi e sapere che nessuno ha fatto tanto quanto me mi rende pieno di orgoglio. La soddisfazione è molta, a dire la verità non me l'aspettavo neanche io; ma la cosa fondamentale è stato di partire subito con il piede giusto, nelle prime 7 giornate avevo segnato in tutte le partite, ed è stato proprio li che ho capito quest'anno quanto potevo fare".

Immaginati di essere un giornalista: racconta il tuo 30o gol.

"Senza farlo apposta il 30' gol è stato il gol più bello della stagione che ho fatto: mi lanciano verso la porta da centrocampo circa, defilato sulla sinistra, porto palla avanti per qualche metro, giunto al limite dell'area calcio di mancino in diagonale, e la palla finisce nell'incrocio, palo gol".

Ora osiamo di più: delle 30 reti che hai fatto in questa stagione scegli quella migliore.

"Ovviamente la 30a, ma ci tengo a sottolineare che ho fatto più gol con il sinistro che non è il mio piede preferito: nove sono le reti da calcio piazzato, quattro su rigore e cinque su punizione! Nonostante la buona altezza fisica pecco molto di testa, non è il mio forte diciamo, peró un gol sono riuscito a farlo lo stesso".

Accanto alla gioia del tuo risultato personale, c'è quello dell'amarezza di non aver raggiunto i playoff con la maglia del Casaglio.

"Già purtroppo per qualche punto non siamo entrati nei play off; dispiace perchè era una cosa che ci tenevo molto; rimane il rammarico di aver buttato via punti fondamentali soprattutto in certe partite negli ultimi minuti di gioco. Squadre superiori a noi penso di averla vista solo una,nonchè quella ha vinto il campionato; con le altre squadre ce la siamo giocate tutte alla pari".

Per la prossima stagione vuoi anticiparci qualcosa?

"Sicuramente le chiamate non stanno mancando, e la cosa mi fa più che piacere. Di certo non c'è ancora nulla quindi non mi sbilancio, ma se lascio Casaglio vado in una squadra a cui ci tengo molto".

Come mai il indossi il numero 8, e chi è il tuo calciatore preferito?

"Questa domanda del numero 8 me la chiedono tutti, dato che difficilmente si vede un attaccante con addosso la maglietta numero 8. Il mio calciatore preferito è stato e lo sarà per sempre Alex Del piero, dove prima di essere un Signor giocatore in campo era un grande uomo fuori. Negli ultimi anni mi sono appassionato al calcio femminile, dato che abbiamo qua a Brescia una delle squadre più forti d'Italia; ed è proprio da qua che è ho preso in carica il numero 8; indossato dalla mia beniamina Martina Rosucci, giocatrice che ammiro molto sia come persona che come calciatrice".

Quanto è importante, secondo te, al giorno d'oggi la figura del "bomber di razza"?

"È una figura molto importante che quest'anno sono riuscito a ricoprire in pieno con i miei 32 gol stagionali. Tornare a segnare dopo qualche anno cosi tanti gol è straordinario. Essere "bomber di razza" è una cosa che ti deve "esaltare" restando peró sempre con i piedi per terra, perché in ogni partita la squadra avversaria sa chi sei e quanti gol stai facendo, e quindi ti danno sempre quell'occhio in più che prima non mi davano".

Elia Soregaroli